Rami di olivo carichi di olive in maturazione, dal verde al viola scuro, a Villa Adriana, Tivoli
Olive in maturazione a Villa Adriana, Tivoli — foto: Palickap · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La cucina di Tivoli ha radici contadine. Nasce dai prodotti della campagna che circonda la città, dalle acque dell'Aniene e dagli uliveti che scendono verso la pianura romana. Non cercate piatti elaborati: la tradizione tiburtina lavora con pochi ingredienti, scelti con cura e cucinati con mano sicura. È una cucina di stagione, che cambia con i raccolti e con le feste del calendario, e che condivide molto con la più ampia tradizione laziale.

In questa guida trovate i piatti e i prodotti che vale la pena conoscere, così da riconoscerli nei menu e nelle botteghe durante il vostro soggiorno.

I ghiozzi, la pasta di casa

Se c'è un primo piatto che racconta Tivoli, sono i ghiozzi. Si tratta di una pasta rustica e corposa, dalla forma simile a un vermicello molto spesso, che trattiene bene i condimenti. L'abbinamento più classico è con il sugo all'arrabbiata, piccante e deciso, ma a seconda della stagione li troverete anche con sughi di carne, di pomodoro semplice o di funghi.

I ghiozzi sono così legati al territorio che a Tivoli Terme, la frazione di pianura, si organizza da anni una sagra a loro dedicata, di solito in estate. Per date e programma conviene consultare i canali ufficiali del Comune e degli organizzatori.

La scafata e le verdure di primavera

Quando la campagna si risveglia arriva la scafata, un piatto di verdure cotte insieme che profuma di primavera. Gli ingredienti sono quelli dell'orto di stagione: fave fresche, piselli, carciofi, patate, cipollotti e aglio, legati da un buon olio extravergine. È un piatto semplice ma ricco, che si può gustare da solo, con il pane, o come contorno.

In primavera, del resto, tutto il Lazio celebra i carciofi, cucinati in tegame con aglio e mentuccia secondo la tradizione romana: a Tivoli li incontrerete spesso, soprattutto tra marzo e aprile.

Dall'Aniene: la trota

Il fiume che attraversa Tivoli e forma le cascate di Villa Gregoriana ha dato alla cucina locale un altro ingrediente storico: la trota. Nella tradizione tiburtina si prepara in modo semplice, alla brace con olio, sale, pepe e alloro, oppure in carpione, un'antica tecnica di conservazione che marina il pesce con aceto, vino, cipolla e erbe aromatiche come la mentuccia. È un sapore che sorprende chi associa l'entroterra romano solo alla carne.

Olio e Pizzutello, i due simboli della campagna

Due prodotti, più di tutti, rappresentano il territorio. Il primo è l'olio extravergine d'oliva: già in epoca romana l'oleum tiburtinum era apprezzato, e ancora oggi gli uliveti, alcuni secolari come quelli attorno a Villa Adriana, disegnano il paesaggio. È un olio dal colore giallo oro con riflessi verdi, fruttato, con note di amaro e piccante.

Il secondo è l'uva Pizzutello, un'uva da tavola dagli acini allungati e ricurvi, tanto che in città la chiamano "uva corna". È un Presidio Slow Food e ogni anno, tra la fine dell'estate e settembre, è protagonista di una sagra molto sentita. Ai due prodotti abbiamo dedicato un approfondimento: Pizzutello e olio, i prodotti della campagna tiburtina.

I dolci delle feste

Anche i dolci seguono il calendario. A Natale sulle tavole compare il pangiallo, dolce della tradizione laziale preparato con miele, frutta secca, uvetta e scorza d'arancia, spesso arricchito con cioccolato. A Pasqua invece è il momento della pizza cresciuta, un dolce lievitato a base di uova e zucchero, profumato con anice e agrumi. Sono ricette di famiglia, che ogni casa prepara a modo suo: se capitate a Tivoli in quei periodi, cercatele nei forni e nelle pasticcerie del centro.

Cucinare a casa con i prodotti locali

Uno dei piaceri di un appartamento è poter portare a casa quello che si trova nei mercati e nelle botteghe. La cucina di Erbehouse è attrezzata con fornelli a induzione, quindi potete preparare un piatto di ghiozzi, condire le verdure di stagione con l'olio del territorio o semplicemente apparecchiare una cena con pane, formaggi e un grappolo di Pizzutello, e poi mangiare con calma dopo una giornata tra le ville.

Un consiglio pratico: la colazione non è inclusa, ma la macchina del caffè vi permette di iniziare la giornata come a casa, magari con qualcosa di buono comprato la sera prima in centro, a pochi passi dalla piazzetta.

In breve: a Tivoli assaggiate i ghiozzi all'arrabbiata, la scafata in primavera, la trota dell'Aniene, l'olio extravergine del territorio e l'uva Pizzutello a fine estate. A Natale cercate il pangiallo, a Pasqua la pizza cresciuta. Per sagre e manifestazioni gastronomiche verificate sempre date e programma sui canali ufficiali.

I sapori di Tivoli a due passi da Erbehouse

Soggiornate nel centro storico, con una cucina attrezzata per cucinare i prodotti del territorio. Scriveteci su WhatsApp per disponibilità.