La facciata monumentale della Fontana dell'Organo a Villa d'Este, con statue, telamoni e la vasca in primo piano
La Fontana dell'Organo a Villa d'Este — foto: Palickap · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tra i giardini più celebri al mondo, Villa d'Este è il luogo che più di ogni altro identifica Tivoli. Palazzo, terrazze, viali e centinaia di getti d'acqua compongono un racconto rinascimentale che ha fatto scuola in tutta Europa. Da Erbehouse dista circa 300 metri in linea d'aria: potete arrivarci a piedi in pochi minuti e, se volete, tornarci in un altro momento della giornata.

Una villa nata dall'ambizione di un cardinale

La storia comincia nel 1550, quando papa Giulio III nominò governatore a vita di Tivoli il cardinale Ippolito II d'Este, figlio di Lucrezia Borgia e di Alfonso I d'Este. Il cardinale, uomo colto e appassionato di antichità, affidò il progetto all'architetto e antiquario Pirro Ligorio, che trasformò il ripido pendio accanto al palazzo in un grande giardino a terrazze.

Il cantiere durò molti anni: nel settembre del 1572, poco prima della morte di Ippolito, la villa accolse la visita di papa Gregorio XIII. Dopo secoli e diversi passaggi di proprietà, nel 1918 il complesso passò allo Stato italiano. Nel 2001 è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come una delle espressioni più raffinate della cultura del Rinascimento.

L'acqua, vera protagonista

Il segreto di Villa d'Este è l'acqua. Un ingegnoso sistema idraulico, sfruttando la pendenza del terreno, alimenta fontane, vasche, zampilli e cascate distribuiti su più livelli. Il giardino va quindi letto dall'alto verso il basso: dal palazzo si scende di terrazza in terrazza, scoprendo prospettive sempre nuove e, soprattutto, suoni diversi, dal gorgoglio delle piccole bocche d'acqua al fragore delle cascate più grandi.

Prima di scendere in giardino, dedicate qualche minuto agli ambienti del palazzo, decorati da cicli di affreschi, e affacciatevi dalle logge: il panorama sul giardino e sulla campagna verso Roma è già di per sé un buon motivo per la visita.

Le fontane da non perdere

  • Viale delle Cento Fontane: un lungo viale scandito da una fila continua di piccoli getti d'acqua, uno degli scorci più fotografati della villa.
  • Fontana dell'Ovato: realizzata nel 1567 su disegno di Ligorio, è detta anche "Regina delle fontane" per la sua ampia cascata.
  • Rometta: costruita intorno al 1570, è una riproduzione in miniatura della Roma antica e dei suoi monumenti simbolici.
  • Fontana dei Draghi: legata alla visita di papa Gregorio XIII del 1572, domina l'asse centrale del giardino.
  • Fontana del Bicchierone: attribuita a Gian Lorenzo Bernini e datata al 1661, deve il nome alla sua forma a grande coppa.
  • Peschiere e Fontana di Nettuno: le lunghe vasche rettangolari riflettono la scenografica cascata di Nettuno, realizzata nel 1927 da Attilio Rossi.

La Fontana dell'Organo e la sua musica

Il pezzo forte è la Fontana dell'Organo, costruita tra il 1568 e il 1611. Al suo interno si nasconde un meccanismo straordinario: l'acqua, precipitando in una cavità sotterranea, comprime l'aria e la spinge nelle canne di un organo, che suona senza l'intervento di alcun musicista. Il meccanismo, rimasto a lungo in silenzio, è stato riportato in funzione con il restauro del 2003.

La musica viene eseguita a intervalli durante la giornata: per conoscere gli orari aggiornati consultate i canali ufficiali della villa e organizzate la discesa in modo da trovarvi davanti alla fontana al momento giusto. Dalla stessa zona si domina anche la vista sulle Peschiere e sulla cascata di Nettuno.

Consigli pratici per la visita

  • Calcolate almeno due o tre ore per vedere palazzo e giardino senza fretta.
  • Il giardino si sviluppa su un pendio: la discesa è piacevole, ma il ritorno è in salita e con molti gradini. Scarpe comode e una bottiglia d'acqua fanno la differenza.
  • D'estate le prime ore del mattino sono le più fresche e tranquille; in primavera e in autunno la luce morbida esalta i colori del giardino.
  • Villa d'Este è gestita dall'Istituto VILLÆ del Ministero della Cultura: orari, biglietti, aperture straordinarie e iniziative vanno sempre verificati sui canali ufficiali.

Soggiornando in centro storico avete un vantaggio concreto: potete scegliere il momento migliore per entrare, magari dedicando le prime ore del mattino alla villa e il resto della giornata al giro della città, senza pensieri di parcheggio o spostamenti. E se vi appassiona la storia del cardinale e del suo architetto, completate il quadro con Villa Adriana: proprio da lì Pirro Ligorio ricavò statue e marmi destinati ad arricchire il giardino.

In breve: Villa d'Este, voluta dal cardinale Ippolito II d'Este e progettata da Pirro Ligorio, è Patrimonio UNESCO dal 2001. Non perdete il Viale delle Cento Fontane, l'Ovato, la Rometta, le Peschiere e la Fontana dell'Organo, che suona grazie all'acqua. Calcolate due o tre ore e verificate orari e biglietti sui canali ufficiali.

Villa d'Este a pochi passi da Erbehouse

Da Piazza dell'Erbe raggiungete la villa a piedi in pochi minuti: potete visitarla con calma e tornare a riposare in appartamento quando volete.